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Incidente sul lavoro. L'incidente sul lavoro all'azienda agricola Malavasi: il cadavere caduto in un tombino di liquami. L’operaio albanes, 39 anni, padre di tre bimbi, forse ucciso da esalazioni o deceduto per un malore. MIRANDOLA. Tragedia, ieri pomeriggio, in un'azienda agricola di Crocicchio Zeni. Un operaio albanese di 39 anni, Deshir Tafa, è morto mentre stava lavorando dentro un pozzetto, presso la ditta Malavasi di via Forna 23.
L'uomo stava riparando da solo una pompa per il deflusso dei liquami. Le esalazioni di gas potrebbero non avergli dato scampo fino a soffocarlo ma potrebbe essere caduto accidentalmente, o per un malore, annegando nei liquami utilizzati dall'azienda per la produzione di funghi. L'allarme è stato dato dal padre del titolare dell'azienda Malavasi ma a trovare il corpo, ormai senza vita, di Deshir è stato un collega moldavo, Chiriac Vitalie: «Lavoravamo insieme da cinque anni. Sono sconvolto. Erano circa le 13. Mi trovavo anch'io in azienda. Non vedendo Deshir, sono andato a cercarlo. Quando l'ho visto immobile dentro al pozzetto, ho allertato subito il signor Vasco (il padre del titolare) e abbiamo chiamato i soccorsi».
Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri di Mirandola e i vigili del fuoco di San Felice per le operazioni di recupero del corpo. Alle 16.30 è arrivato anche il magistrato che ha aperto le indagini. Tafa lavorava da dieci anni nella nota azienda produttrice di funghi ed era considerato il braccio destro del titolare Vittorio Malavasi. Sposato con Arta, 39 anni, Deshir era padre di tre figli, Ornella, 15 anni, Irene, 10 anni, e Mohamed, 8 anni.
La famiglia è residente in via Mameli a Mirandola, dove i tre ragazzi frequentano le scuole. «Mio cognato era il capo operaio - spiega, commosso, il fratello della moglie di Tafa - Si occupava di tutto in azienda. Era un gran lavoratore. Era fin troppo buono perché non riusciva a negare piaceri a nessuno. Mia sorella Arta ora è in ospedale - prosegue il parente della vittima - Lo ha cercato ripetutamente al cellulare tra le 12 e le 14. Dato che il marito non le rispondeva, lei ha deciso di raggiungerlo sul posto di lavoro per capire i motivi del suo ritardo e del silenzio. Quando è arrivata in azienda ha visto i mezzi di soccorso e i colleghi di Deshir le hanno spiegato la situazione. Si è sentita male ed è stata trasportata d'urgenza in ospedale a Mirandola».
L'azienda agricola Malavasi conta sei operai addetti all'irrigazione e alla manutenzione e una decina di donne che si occupano della raccolta dei funghi. Tutti i dipendenti, per lo più stranieri di origine albanese e moldava, sono regolari lavoratori con contratto. Al momento dell'incidente mortale il titolare Vittorio Malavasi si trovava al mare per una breve vacanza. Non appena ha ricevuto la notizia della tragedia si è precipitato in azienda.
(12 luglio 2010) gazzetta di modena
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