Agenda emiliana Easy assistance Wi Fair E-store  
E-milia.it E-milia.i E-milia.i E-milia.i
 
Vai a..
Aeroporti Associazioni Banche Formazione Stampa on line

FAQ
Domini .eu
Privacy d.lgs. 196/03
Motori di ricerca
Siti e partita IVA

News Ticker
Vuoi avere le ultime notizie di E-milia.it che scorrono nelle pagine del tuo sito?
ISCRIVITI E SCARICA »

Newsletter
Vuoi essere sempre aggiornato sulle novità della tua regione? Iscriviti alla newsletter di E-milia, e riceverai periodicamente le notizie direttamente nella tua casella e-mail
ISCRIVITI »


Il senso del silenzio
Stampa l'articolo
Invia l'articolo
Iscriviti alla newsletter
Oggi non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici, resteranno fermi i siti internet per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la "legge bavaglio". Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d'informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l'attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.
Non si tratta di uno sciopero corporativo, ma di una protesta a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta. A questo diritto fondamentale, corrisponde il dovere dei giornali di dare tutte le notizie utili ai lettori, con un autonomo e libero lavoro di ricerca, selezione e gerarchia delle informazioni, che viene giudicato ogni giorno dal mercato.

Questo sciopero è anche l'unico modo, in uno sfortunato Paese di improprio monopolio televisivo, per portare a conoscenza del pubblico delle televisioni ciò che sta avvenendo nel circuito tra il potere, la giustizia, l'informazione e la pubblica opinione: e cioè il tentativo con la legge di ostruire questo circuito, perché i magistrati che indagano vengano limitati nel loro lavoro di ricerca delle prove, i giornalisti che informano debbano tacere, e i cittadini che possono giudicare rimangano al buio. Di questo, i telegiornali di corte non parlano: per un giorno il black out televisivo parlerà per loro, e i telespettatori sapranno finalmente che c'è un problema, e li riguarda.

Repubblica da 50 giorni si oppone al bavaglio insieme con i suoi lettori. I post-it lanciati sul nostro sito dai ragazzi sono diventati il simbolo dell'opposizione alla legge, così come le firme di protesta, i videoappelli di artisti e intellettuali, gli editoriali del giornale. Andremo avanti fino in fondo, per fermare una legge irragionevole e contraria a principi fondamentali, nell'interesse della democrazia. Questo è il significato del silenzio di oggi.

la repubblica - 09 luglio 2010
 
 
Diario
« settembre 2010 »
d l m m g v s
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
             
 
Eventi recenti
Festa dell'Unità a bologna
DAL 26 AGOSTO AL 20 SETTEMBRE A PARCO NORD, BOLOGNA
INDEPENDENT DAYS CON ARCADE FIRE E BLINK 182 M... »
Tutti in Romagna a gustar la piada
Dal 11 al 12 settembre2010
Con lo squacquerone, il prosciutto o la nutella? L'11 e il 12 set... »
Google





Homepage Imposta Home page
Favoriti Aggiungi Preferiti
Favoriti Credits
Powered by Litoweb 2005-06
 
  P.IVA e C.F. 03180950366